Come funziona la ritenuta d'acconto
Quando lavori in modo occasionale per un'azienda o un professionista (sostituto d'imposta), il committente trattiene il 20% del compenso lordo e lo versa allo Stato al posto tuo. Tu ricevi l'80%.
Lordo = Netto ÷ 0,80
La ritenuta è un acconto sulle tasse: nella dichiarazione dei redditi il compenso si somma agli altri redditi e la ritenuta già pagata viene scalata. Se la tua aliquota è più bassa del 20% potresti avere un rimborso; se è più alta pagherai la differenza.
Marca da bollo
Sulla ricevuta di importo superiore a 77,47 € va applicata una marca da bollo da 2 €.
Il limite dei 5.000 €
Il limite di 5.000 € l'anno non riguarda la possibilità di lavorare in modo occasionale, ma i contributi: oltre quella cifra, sulla parte eccedente sono dovuti i contributi alla Gestione separata INPS (in parte a carico del committente). Se l'attività diventa abituale serve la partita IVA.
Se il committente è un privato cittadino, la ritenuta non si applica e ricevi l'intero importo.
Domande frequenti
Quanto si prende netto su 1.000 € lordi con ritenuta d'acconto?
800 €: il committente trattiene 200 € (il 20%) e li versa allo Stato per te.
Che lordo chiedo per avere 1.000 € netti?
1.250 € lordi: 1.250 × 20% = 250 € di ritenuta, ti restano 1.000 €.
La prestazione occasionale ha un limite di 5.000 €?
No: 5.000 € l'anno è la soglia oltre la quale sono dovuti i contributi INPS sulla parte eccedente, non un limite al lavoro occasionale. Conta però che l'attività resti davvero occasionale.
Devo fare la dichiarazione dei redditi?
In generale sì: i compensi occasionali sono redditi diversi e vanno dichiarati, e lì la ritenuta viene scalata dalle imposte dovute.
I risultati sono stime a scopo informativo basate sulla normativa in vigore a ottobre 2026 e su ipotesi semplificate. Non costituiscono consulenza fiscale, legale o finanziaria: per decisioni importanti rivolgiti a un commercialista o a un consulente. Leggi il disclaimer.