Come funziona la cedolare secca
La cedolare secca è una tassa fissa che sostituisce IRPEF, addizionali, imposta di registro e di bollo sul contratto di affitto abitativo.
| Contratto | Cedolare secca |
|---|---|
| Canone libero (4+4) e transitorio | 21% |
| Canone concordato (3+2, studenti) nei comuni previsti | 10% |
Tassazione IRPEF ordinaria
Senza cedolare, il 95% del canone si somma agli altri redditi ed è tassato con la tua aliquota IRPEF più le addizionali. Per il canone concordato il reddito è ridotto di un ulteriore 30%. Si paga inoltre l'imposta di registro del 2% del canone annuo, di solito divisa a metà con l'inquilino.
Quando conviene
Con lo scaglione al 23% e un contratto libero la differenza è piccola; dal 33% in su la cedolare conviene quasi sempre. Con l'IRPEF però puoi detrarre alcune spese e aggiornare il canone ogni anno con l'ISTAT.
Domande frequenti
La cedolare secca conviene sempre?
Quasi sempre se il tuo scaglione IRPEF è il 33% o il 43%. Con il 23% la differenza è ridotta e può convenire l'IRPEF se hai detrazioni da sfruttare o vuoi l'aggiornamento ISTAT.
Quando si paga la cedolare secca?
Con le stesse scadenze dell'IRPEF: saldo e primo acconto entro il 30 giugno, secondo acconto entro il 30 novembre.
Con la cedolare posso aumentare l'affitto?
No: scegliendo la cedolare rinunci all'aggiornamento ISTAT del canone per tutto il periodo dell'opzione.
La cedolare vale per i negozi?
No: nel 2026 la cedolare secca vale per gli immobili abitativi; per i locali commerciali si applica l'IRPEF ordinaria.
I risultati sono stime a scopo informativo basate sulla normativa in vigore a ottobre 2026 e su ipotesi semplificate. Non costituiscono consulenza fiscale, legale o finanziaria: per decisioni importanti rivolgiti a un commercialista o a un consulente. Leggi il disclaimer.